Scritto da: Angela Tarabella

Pare finalmente in via di approvazione da parte del MISE la misura governativa che mette a disposizione circa 620 milioni di euro per le imprese che intendono adottare nuovi processi produttivi orientati alla sostenibilità.

L’economia circolare rappresenta una opportunità di crescita e sviluppo per le imprese. Il passaggio dall’economia lineare, basata sull’accesso illimitato alle risorse, ad un utilizzo che prevede di impiegare le stesse risorse il più a lungo possibile e di ridare vita agli scarti per nuovi e proficui utilizzi, non è certamente semplice.

Le nuove misure governative con incentivi a sostegno del cambiamento in chiave green, sono molto rilevanti. Si parla di circa 620 milioni di euro dal MISE da destinare a progetti,  applicazioni e innovazioni ecosostenibili. Grazie agli incentivi, si potranno avviare percorsi di sviluppo di innovazioni ecosostenibili, che avranno riflessi positivi sul processo produttivo, sul prodotto e sull’intera supply chain, e andranno ad aumentare la competitività delle imprese nel mercato nazionale e internazionale.

Il passaggio ai modelli gestionali green potrà garantire un beneficio crescente per le imprese, se verrà accompagnato anche da un cambiamento in termini di cultura aziendale e di management adeguati a guidare la sperimentazione interna e la validazione sul campo.

Un valido supporto in questa direzione è sicuramente rappresentato dalla figura del Temporary Manager che, come dice la parola stessa è di tipo temporaneo ovvero dedicato all’azienda e alla sua attività per il tempo necessario ad avviare il circolo virtuoso verso modelli gestionali e operativi sostenibili per poi lasciare l’impresa alla sua piena autonomia.

La figura del Temporary Manager è di fondamentale importanza per la realizzazione dei progetti, il raggiungimento degli obiettivi e la diffusione della cultura green, soprattutto per le imprese che non possono permettersi un manager a tempo pieno.

“Il modo di operare delle imprese, se strutturato in modo vincente, può affrontare qualunque tipo di variabile o sfida si ponga alla sua attenzione.”

Il Master in Food Quality Management and Communication, si pone proprio questa sfida: formare Food Manager in grado di gestire il cambiamento a cui stanno assistendo le imprese del settore agroalimentare e non solo.

Nella VI edizione, che prenderà avvio il 20 novembre 2020, sono stati inseriti appositi moduli dedicati allo sviluppo dell’innovazione e dei modelli gestionali orientati alla sostenibilità proprio ad attestare l’esigenza di competere in modo sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

I vantaggi dei modelli gestionali green

I vantaggi nell’adozione di modelli gestionali green sono legati al prodotto, che verrà “comunicato” come environmental friendly, dimensione molto apprezzata dal consumatore, al processo produttivo, che verrà ad essere modificato a monte o a valle per ridurre gli impatti ambientali e monitorato più efficacemente con un vantaggio diretto anche di tipo economico e di responsabilità, e infine  sulla catena di fornitura per rassicurare i clienti delle performance green dell’output produttivo.

Sono molte le imprese che già oggi affermano di aver ottenuto numerosi vantaggi dalla propensione alla sostenibilità, vantaggi che possono anche raddoppiare quando le scelte ecologiche riguardano prodotto e imballaggio oppure accordi di buy-back degli scarti al fine di destinarli a nuovo riciclo.

L’Agenda 2030

Tra i molteplici obiettivi che si è posta L’Agenda 2030 delle Nazioni unite in merito allo sviluppo sostenibile c’è anche la spinta verso l’innovazione green che in futuro potrà costituire un vantaggio competitivo di rilievo per chi vorrà competere nel mercato internazionale.

Le trasformazioni in atto in questo scenario post pandemia non sono facili da decifrare e individuare, ma quello che è certo è che le imprese hanno modificato, talvolta senza neppure accorgersene, il loro modo di operare. Basti per tutti pensare allo sviluppo del delivery, alla crescita dei prodotti con private label, alla richiesta di maggiore sicurezza che coinvolge più e nuovi complessi sistemi come quelli di blockchain e analisi dei dati, comunemente definiti analytics.

In questo scenario di cambiamento il Temporary Manager può costituire un valido aiuto per rafforzare le tendenze positive già avviate nella fase centrale della crisi per metterle a sistema all’interno degli strumenti gestionali e per individuare e raggiungere nuovi e più ambiziosi traguardi.

Il modo di operare delle imprese, se strutturato in modo vincente, può affrontare qualunque tipo di variabile o sfida si ponga alla sua attenzione, perché il metodo è ciò che mantiene salda l’impresa alla realtà del mercato, ne monitora costantemente i cambiamenti e formula i feedback più apprezzati sulla base delle istanze dei clienti, siano essi B2B, B2C o nelle formule più innovative del B2E (Business To Employee, nel vantaggio competitivo con i propri dipendenti) o C2C (Consumer To consumer, per azioni virtuose tra consumatore).

Certamente, ogni settore produttivo presenta le sue peculiarità che sono solo in parte estendibili a tutti gli altri e pertanto la prossima settimana sarà molto lieta di continuare questa presentazione affrontando un settore particolarmente dinamico e che è rimasto ben saldo nel suo andamento anche durante il covid-19: quello agroalimentare.


Autore:

Angela Tarabella

Professore Ordinario di Scienze Merceologiche Direttore Scientifico e Organizzativo del Master in Food Quality Management and Communication – Dipartimento di Economia e Management – Università di Pisa


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